12 Agosto

Codice, e-commerce boom in Cina Alibaba e Jd.com


Testo del reportage andato in onda su Codice, Rai 1, del 13/8/2017:

L’11 novembre in Cina è la festa dei single, una sorta di San Valentino al contrario. Da sette anni, Alibaba, il colosso dell’ e-commerce fondato da Jack Ma, ha trasformato la giornata nel black friday cinese, 24 ore di vendite on line a prezzi stracciati. Lo scorso anno, dopo appena 53 secondi era già stata venduta merce per un miliardo di yuan – 150 milioni di euro. Al termine delle 24 ore di promozione, totalizzati 15 miliardi e mezzo di euro di incassi.

Ora i nostri fattorini dovranno lavorare parecchio, commenta Jack Ma.

L’11 novembre, le vendite on line in Cina raggiungono il picco. Ma anche negli altri giorni le cifre sono da capogiro. Entriamo nella sala di controllo di JD.com, l’altro gigante cinese dell’e-commerce. Sullo schermo, la cifra a caratteri cubitali indica il numero degli acquisti effettuati a partire da mezzanotte. A meta mattinata, già più di tre milioni. Il tabellone elettronico fornisce altre informazioni, le città che acquistano di più, gli articoli più richiesti, il numero di chilometri percorsi dai fattorini: nelle prime 11 ore della giornata quattro milioni e 800 mila.

Wang Zhenhui, Amministratore delegato Logistic Group, jd.com
Oggi siamo in grado di consegnare la merce al 98% della popolazione cinese. Nel settore logistico lavorano oltre centomila persone. Abbiamo più 320 depositi sparsi nel territorio, 260 per gli articoli di piccole dimensioni, sessanta per quelli di grandi dimensioni, come frigoriferi e lavatrici.

Nei centri di smistamento si respira un’atmosfera di urgenza. I colossi cinesi dell’e-commerce promettono di recapitare la merce entro 24 ore dall’acquisto. I fattorini fanno letteralmente le corse. Movimentare milioni di pacchi al giorno ovviamente non sarebbe possibile senza un altro grado di automazione. Recentemente, sui social media è diventato virale questo video. Mostra un magazzino interamente robotizzato, dove la presenza umana è relegata dietro le quinte, nella sala di controllo. Ma il segreto del successo dell’e-commerce è nell’utilizzo massiccio dei big data – il nuovo petrolio che ingrossa i bilanci dei colossi del settore. L’analisi intelligente di una gran mole di dati consente di prevedere con grande precisione il comportamento dei consumatori. E di regolarsi di conseguenza.

Wang Zhenhui, Amministratore delegato Logistic Group, Jd.com
I big data sono essenziali in ogni fase del nostro business. Innanzitutto utilizziamo i big data per decidere la dislocazione dei centri di smistamento, in quali città, in quali distretti. Dobbiamo conoscere dove sono i nostri clienti e assicurarci di poter consegnare loro la merce nel modo più efficiente.
Poi, i big data sono essenziali per movimentare la merce. Sulla nostra piattaforma offriamo 4 milioni e 600 mila articoli diversi. Un grande quantità. Come facciamo a tenere in ordine i magazzini? Ad assicurarci che in ognuno di essi ci sia la giusta quantità di ogni articolo, né troppa né poca? Per far questo utilizziamo i big data.
Infine, nelle strade delle città cinesi ci sono migliaia di fattorini. Elaboriamo per loro una gran quantità di dati in modo da assicurarci che compiano il percorso più breve e veloce dal deposito alla destinazione.

Anche nel settore dei servizi avanzati – come l’e-comemrce, – la nuova rivoluzione tecnologica mette a repentaglio i tradizionali posti di lavoro. Un giorno, certo non domani, i fattorini verranno sostituiti da veicoli automatizzati e da robot che busseranno alla porta di casa. In alcuni ambienti protetti, la rivoluzione è già cominciata: questi mini furgoni sono dotati di sistema intelligente di guida. Per le lunghe distanze, e per raggiungere luoghi più remoti, già da qualche tempo i colossi dell’e-commerce usano i droni.
Ma se tanti mestieri tradizionali sono minacciati, fioriscono nuove professioni.

Sono responsabile di progetto nel settore dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo del mio reparto è di migliorare il servizio attraverso questa nuova tecnologia. Un elemento chiave per la soddisfazione del cliente è la rapidità nella consegna. Nella nostra banca dati, abbiamo giù un miliardo di indirizzi. Un numero elevato che però ancora non copre ancora tutto il territorio cinese. In passato, quando l’ordine proveniva da un nuovo indirizzo, solo nell’80 per cento dei casi si riusciva a individuare con precisione il cliente. Oggi grazie al deep learning, riusciamo a consegnare la merce nel 99,99 per cento dei casi.
Nessuno sa dire se i nuovi posti di lavoro saranno sufficienti a rimpiazzare quelli persi. Né quale percorso formativo abbia più chance di condurre al successo.
In futuro, l’intelligenza umana, interagirà sempre di più con quella artificiale, ma continuerà ad essere insostituibile in molti campi. Il servizio clienti dei colossi dell’e-commerce costituisce un ottimo esempio. Le domande ricorrenti vengono già oggi indirizzate a macchine pensanti. Ma centinaia di persone lavorano in questo reparto per soddisfare le richieste più disparate di una clientela sempre più sofisticata. Questa ragazza lavora nel servizio di assistenza ai clienti che hanno acquistato piccoli animali domestici. Fa parte del suo lavoro prendersi cura di questo criceto. Solo così avrà le risposte giuste a che lo ha acquistato. Ovviamente on line.

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