Archivio 'News'

Giordania, News, Religioni
7 Maggio 2012

Giordania, modello di coesistenza

Amman. Re Abdallah II di Giordania e’ uno strenuo difensore dei diritti della minoranza cristiana nel suo Paese. In 10 anni di Regno, ha promosso con discorsi e iniziative la coesistenza. E’ una positiva eccezione in Medio Oriente , dove i cristiani, dal Libano all’Iraq, dall’Egitto alla Siria, sono uccisi, perseguitati, costretti alla fuga. Tra i personaggi piu’ interessanti che ho incontrato durante la mia recente rtasferta ad Amman c’e padre Nabil Addad, un reverendo Melchita, da 20 anni costruttore di ponti. Il suo Centro di ricerche sulla coesistenza promuove il dialogo a tutti i livelli: leader religiosi, molto influenti nelle loro comunita’, le donne, che possono svolgere un ruolo fondamentale contro l’integralismo, i giovani, ovvero la futura classe dirigente.

Nella parrocchia di padre Nabil, ho conosciuto Marwan al-Husayni, un musulmano moderato, che ha scritto sul Jordan Times un coraggioso articolo di critica della recente fatwa del gran muftì  dell’Arabia Saudita, Abdulaziz Al Shaikh, che invoca la distruzione delle chiese nel suo Paese. Lo sottopongo alla lettura dei miei amici perche’ lo ritengo molto istruttivo. Questo il link.

Israele, News, Politica
17 Aprile 2012

I media, specchio di un Paese

Il colonnello israeliano Eisner, che ha colpito col calcio del suo M -16 di ordinanza un pacifista danese, ha agito allo stesso modo delle criminali forze speciali di Bashar Assad, che in 13 mesi hanno ucciso migliaia di manifestanti? Il paradossale parallelo non compare in uno dei tanti blog che inondano la rete con baggianate simili ma nell’editoriale di Ziv Lenchner, su Ynet, il più cliccato sito di informazione on line israeliano. 

Non solo. Ieri, nell’edizione delle 20,00 di “Arutz 2”, l’ammiraglia della tv israeliana, il  video che mostra l’ufficiale  usare una violenza ingiustificata è stato trasmesso una infinità di volte. Il ragazzo danese è stato intervistato. I più strenui critici del governo Netanyahu hanno avuto voce e hanno potuto esprimere i loro dubbi sulla necessità di chiudere le porte del Paese alla Fly-flottiglia (gli attivisti pro palestinesi, di cui il ragazzo danese era parte).

E’  un bene che i media israeliani siano così liberi e diano spazio alle opinioni più diverse. Il parallelo Israele – Siria dell’editorialista di Ynet si sgretola proprio perché compare su un media israliano. Se Israele fosse la Siria, le immagini dell’ufficiale che picchia ingiustificatamente il pacifista le avremmo viste solo su YouTube, CNN e Al Jazeera. E invece il  caso ha avuto più eco qui che all’estero. Un grazie va alla stampa israeliana per questa lezione di libertà, sale della democrazia.

News, Politica, Religioni, Terrorismo
15 Aprile 2012

Gli amici di Vik un anno dopo: non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire

Ricorre oggi l’anniversario dell’assassinio di Vittorio Arrigoni. La rete – e non solo – e’ inondata di ritratti agiografici del “coraggioso eroe della causa  popolo palestinese di Gaza”, “dell’indomabile fustigatore  di Israele”. Quasi fosse un dettaglio insignificante, si accenna di sfuggita, e non sempre,  che ad assassinare Vik sono stati salafiti, ovvero integralisti islamici, palestinesi come quelli che era andato a difendere. Traspare un certo fastidio nel dover parlare di questo neo ad una storia altrimenti perfetta. La causa di beatificazione aveva bisogno di un miracolo, che non c’e’ stato: una pallottola sionista.

Mai come in questo caso  vale l’adagio “non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire”. Il barbaro modo con cui i salafiti hanno ucciso Vik  – rapito, picchiato a sangue, videoripreso e strangolato con il fil di ferro nell’arco di poche ore – avrebbe dovuto istillare il dubbio a quanti ritengono  che sia Israele il male assoluto. Così come la lentezza   della giustizia a Gaza. Il processo  ai 4 imputati  – tutti rei confessi -, e’ una farsa. Sta annegando nella palude di una corte militare islamica che non mostra alcun desiderio di far luce su una vicenda scomoda. Del resto perche’ stupirsi? I giudici, hanno le stesse barbe lunghe degli assassini e due degli imputati erano sul libro paga di Hamas.

Vittorio Arrigoni, combattente di una battaglia sbagliata,  non poteva immaginare che Hamas, la cui bandiera aveva impugnato, si sarebbe mostrata tanto irriconoscente. I suoi compagni di viaggio lo stanno toccando con mano. Il fatto che non lo denuncino  mostra solo la forza del loro pregiudizio.

News, Società
21 Febbraio 2012

Giovedì 23 febbraio, a Gerusalemme, mia conferenza sulla società israeliana


Istituto Ratisbonne, Via Shemuel Hanagid 26, Gerusalemme

 

  Siete cordialmente invitati a prendere parte ad una conferenza di

 

Claudio Pagliara

responsabile dell’Ufficio di Corrispondenza della

RAI per il Medio Oriente

sul tema

“L’occhio di un giornalista italiano

 sulla complessita’ della societá israeliana”

 

con spezzoni di documentari trasmessi dalla RAI

 

serata in italiano, entrata libera

אגודת דנטה אליגיירי וחברת יהודי איטליה

בשיתוף

Studium Theologicum Salesianum “Ratisbonne”

שמחים להזמינכם להרצאה

 

ביום חמישי 23 בפברואר 2012, בשעה 19.00

במכון Ratisbonne, רחוב שמואל הנגיד 26, ירושלים

  

של מנהל משרד RAI במזרח התיכון CLAUDIO PAGLIARA

 

“עינו של עיתונאי איטלקי על המורכבות של החברה הישראלית”

בליווי קטעים דוקומנטרים שה- RAI שידרה

 

הערב התנהל באיטלקית, הכניסה חופשית


News, Religioni, Società
6 Gennaio 2012

“I Luoghi dello Spirito” – Tg2 Dossier – 7 gennaio 2012 – ore 23.30

Cari amici, non perdetevi il mio dosser.” –  Sabato 7 gennaio, alle 2330, su Rai Due

A “TG2 DOSSIER” I LUOGHI DELLO SPIRITO, ISRAELE =
Roma, 6 gen. – (Adnkronos) – Un viaggio in Israele, crocevia di religioni diverse, luogo impregnato di spiritualita’, attraverso paesaggi di assoluta, intatta bellezza e’ cio’ che propone Tg2 Dossier in onda domani alle 23.35 su Rai2. Il deserto del Negev citato innumerevoli volte nell’Antico testamento, piu’ volte attraversato dai figli di Israele, oggi scelto come meta di viaggiatori che ripercorrono i sentieri della Bibbia. Il monte delle Beatitudini , tappa del sentiero dei Vangeli, aperto da poco. Nel luogo dove Gesu’ pronuncio’ il suo rivoluzionario sermone sorge, in armonia con l’ambiente, la Domus Galilaeae, concepita dal Cammino neocatecumenale come ponte tra cristianesimo ed ebraismo. L’Ashram Desert dove si svolge il Festival Zorba che attira ogni anno decine di migliaia di giovani della generazione new age e dove vive da anni stabilmente una comunita’ che si ispira al misticismo indiano. Il monte Grizim, sacro ai Samaritani, antichissimo popolo biblico, oggi ridotto ad appena 750 anime. Fu qui che, secondo la tradizione samaritana Abramo fu sul punto di sacrificare suo figlio Isacco e qui ancora oggi, nel giorno della Pasqua ebraica, si pratica il sacrificio animale. Il monte Meron, nell’alta Galilea, con la tomba del rabbino Shimon Bar Yochai, autore dello Zohar, l’opera piu’ importante della Kabala, il misticismo ebraico. Poco lontano da questo luogo di pellegrinaggio perenne, sorge Tzfat, il centro di irradiazione della Kabala accessibile a ebrei e non.

Antisemitismo, News, Politica, Terrorismo
7 Novembre 2011

Perché l’Occidente deve fermare l’Iran

 In anteprima, l’editoriale che ho scritto per “L’Occidentele”

Gerusalemme. Invece di trincerarsi dietro vuote frasi, come la lapalissiana costatazione del ministro degli Esteri francese, Alain Juppé – “Un attacco all’Iran destabilizzerebbe l’intera regione” (sic) – Stati Uniti e ciò che resta dell’Unione Europea dovrebbero fare fronte comune con Israele e accompagnare nuove draconiane sanzioni economiche con la minaccia tangibile e certa di un intervento militare se l’Iran non rinuncerà al suo programma nucleare. Solo così, forse, si scongiurerebbe il peggio: un attacco preventivo e solitario di Israele, che a Gerusalemme è visto ancora come un’estrema, pericolosa spiaggia, ma che il premier Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Ehud Barak considerano la loro missione storica per scongiurare un secondo olocausto.

Il dilemma più difficile che nella sua pur travagliata storia mai Israele si è trovato ad affrontare è riassunto nel rapporto dell’AIEA – l’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica. Secondo quanto trapelato, l’Iran nell’ultimo decennio ha corso senza sosta verso l’obbiettivo di diventare una

News, Politica
26 Settembre 2011

A casa vittoriosi ma senza speranza

Cari Amici, pubblico sul mio blog l’analisi che ho scritto per l’Occidentale sul duello Netanyahu – Abu Mazen all’Assemblea Generale dell’Onu:

Missione compiuta. Il presidente dell’Autorità’ Palestinese Mahmoud Abbas, Abu Mazen, a Ramallah a dispetto della giornata insolitamente uggiosa ha annunciato che la “primavera palestinese” e’ nata, davanti ad una folla festante che per chi ha memoria storica ricordava tragicamente quella che accolse Yasser Arafat di ritorno da Camp David. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme ha convocato il “Consiglio dei sette”, la cui stessa esistenza getta un’ombra sulla sua capacità di leadership, per condividere con i più importanti membri della sua coalizione la soddisfazione per aver trasformato Barak Hussein Obana in Theodor Herzl e di aver piegato il Quartetto alle sue posizioni, negoziati senza pre-condizioni Entrambi soddisfatti, i due leader, dei rispettivi discorsi davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Peccato che le loro parole suonino come una orazione funebre per la morte del bene più prezioso: la speranza.

Ripercorriamoli questi “storici” discorsi. Abu Mazen, ha rispolverato tutto l’armamentario retorico palestinese contro Israele: potenza occupante, pulizia etnica, apartheid. Ha condannato il terrorismo, è vero, ma enfatizzando quello “di Stato” dei coloni. Ha parlato di radici musulmane e cristiane della terra che rivendica, tacendo su quelle ancora più antiche e profonde dell’ebraismo. Ha

News
21 Settembre 2011

Da una parte e dall’altra della Linea Verde

La campagna “Palestine State 194” e’ partita. Oggi,  in una piazza centrale di Ramallah, studenti e dipendenti pubblici (scuole e uffici chiuderanno appositamente i battenti) si raccoglieranno per esprimere il loro sostegno alla richiesta che il presidente Abu Mazen si appresta a presentare al Segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon: riconoscere l’Autorità Palestinese come 194esimo stato delle Nazioni Unite.

Venerdì 23 settembre, a TV7, la rubrica di approfondimento del Tg1,  mio reportage su “Linea verde”: scene di vita quotidiana da un lato e dall’altro della linea che marca i cosiddetti “confini del ’67”, ovvero la linea dell’armistizio tra Israele e Giordania tracciata nel 1949.

Racconterò  tre casi emblematici: Gerusalemme, col suo nuovo “treno leggero” che unisce la parte est a quella ovest della città; Bartha, un villaggio arabo che per una beffa della storia e’ tagliato in due da un confine invisibile; Sansana, una piccola comunità religiosa ebraica nata sul lato israeliano e sviluppatasi dall’altra parte.

Nonostante Israele abbia fatto di tutto per cancellare i segni fisici dei confini del ’67,  44 anni dopo, la linea verde ancora determina il tipo di amministrazione (civile o militare) e lo status di chi vive da una parte o dall’altra.

News, Politica, Religioni, Società
7 Agosto 2011

Un altro possibile Medioriente….

Questa sera ho partecipato all’ Iftar, la cena che rompe il digiuno nel mese di Ramadan, a Rahat, citta’ beduina nel Negev. L’invito mi era stato rivolto dall’Avraham Fund, una istituzione che promuove la coesistenza tra arabi e israeliani. Alla cena hanno partecipato autorita’ religiose e politiche locali:  musulmani, ebrei e cristiani. I due co-direttori, Ammon Be’eri Sulitzearu e Mohammad Darawshe mi hanno spiegato  che l’iniziativa intende inviare un  messaggio al governo: Israele e’ una societa’ multiculturale e multi religiosa e necessita di politiche conseguenti. Alle 19.40 in punto, il muezzin ha intonato la preghiera che segna la fine del digiuno. Un nutrito gruppo di beduini, incapaci di resistere alla tentazione della tavola imbandita di tutto punto, gia’ da qualche minuto  avevano  intinto la pita nell’humus. Non e’ cosa che accade spesso  vedere uomini con il dishdasha, l’abito tradizionale bianco e poliziotti con la kippa mangiare gomito a gomito. Alcune scene le ho catturate con la camera dell’Iphone. Ve le propongo, in segno di speranza. Il Medioriente puo’ essere diverso…