25 Ottobre 2010

Ultraortodossi, il fronte interno di Israele

Uno degli aspetti più controversi e meno conosciuti all’estero di Israele è il trattamento “a 5 stelle” che lo Stato riserva alla comunità ultraortodossa. I “charedim” (la ch ha un suono gutturale), questo il termine ebraico, hanno un sistema scolastico autonomo, quello delle yeshivot, scuole religiose, foraggiato dallo Stato, dove i ragazzi maschi studiano, a tempo pieno i testi sacri e poco altro.

Quando lo Stato di Israele fu fondato, solo una esigua minoranza della popolazione conduceva una vita ultraortodossa. Oggi, i charedim superano il 10 per cento, una percentuale in crescita vista la loro propensione alla procreazione (una famiglia media ha 7 figli). Laici, tradizionalisti, religiosi non charedim  lamentano la tendenza degli ultraortodossi ad auto escludersi  dal mondo del lavoro e dal servizio militare, per didecare tutta la loro vita agli studi religiosi, trasformandosi così in un fardello per la società.

Il conflitto, un vero e proprio fronte interno, è tornato  alla ribalta la settimana scorsa, quando i leader politici degli ultraortodossi, che sostengono il governo Netanyahu, hanno minacciato di non votoare la legge finanziaria se non si troverà un modo per aggirare la sentenza della Corte suprema che nel 2000 ha dichiarato illegittime le borse di studio (centinaia di milioni di dollari) date agli studenti delle yeshivot perché violano il principio dell’eguaglianza.

A infiammare il dibattito, giunge oggi lo sfogo senza precedenti di uno studente di una yeshiva a Ynet. “Lo Stato ci finanzia, perché dovremo lavorare?”, si chiede facendo appello al governo affinché non ceda al ricatto dei partiti religiosi.  Un monologo affascinante, che apre un raro  squarcio in un modo ermetico. Ne raccomando la lettura a chi è interessato a conoscere anche aspetti meno noti di Israele, al di là a quello mediatizzato del conflitto con il mondo arabo.  Per leggere l’articolo, clicca qui

24 Ottobre 2010

Goldstone and WikiLeaks

Alla fine gennaio 2009, quando potetti finalmente entrare nella Striscia di Gaza, che per il mese precedente, quello dell’offensiva Piombo Fuso, era stata  interdetta alla stampa estera (provvedimento censurabile  e controproducente, deciso – mi è stato  – dal premier Olmert  contro il parere dei vertici militari) realizzai almeno due scoop. Il primo: intervistai  una giovane ragazza che per tre settimane aveva implorato i militanti di Hamas di non usare il grattacielo dove abitava con decine di altre famiglie come base per lanciare razzi contro Israele, ricevendo come tutta risposta l’invito ad immolarsi per la causa. Il secondo: scoprii che il missile  israeliano che aveva fatto vittime in una delle scuole dell’Unrwa era esploso fuori il recinto, e non dentro come riportato dalle fonti locali.  

Poi è arrivato il rapporto Goldsone, che ha messo sullo stesso piano Hamas e Israele. Confesso che, da testimone dei fatti, ne rimasi sconcertato. Come è possibile un simile parallelo? Vero, l’offensiva Piombo Fuso ha causato  almeno 1200 vittime palestinesi. Vero , la maggioranza di esse sono civili. Eppure, la condotta di Hamas e di Israele non possono essere giudicate con lo stesso metro: da una parte c’è una organizzazione

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19 Ottobre 2010

Picasso, Klimt, Chagall in cerca di proprietario

Da oggi,  la battaglia per restituire ai legittimi eredi le opere d’arte saccheggiate dai nazisti agli ebrei in Europa si avvale di un nuovo strumento, un sito internet, www.errproject.org . E’ stato creato dal Jewish Material Claims against Germany, meglio conosciuto come Claims Conference, e dal Museo dell’Olocausto di New York. Contiene il catalogo illustrato delle 20 […]

16 Ottobre 2010

Un virus “biblico” paralizza l’Iran

Da Prima Comunicazione (Lettera da Gerusalemme): Gerusalemme. Si chiama Stuxnet, è un virus informatico instabile, che muta, si nasconde, sfugge ai detective elettronici, vero e proprio AIDS digitale, nemico giurato dei sistemi di gestione Siemens di turbine e centrifughe. Come quello che governa la contrale nucleare iraniana di Bushehr. Da quando le autorità di Teheran […]

14 Ottobre 2010

Libano, il bacio del serpente

Mettiamola così, cari amici. Vostro padre viene assassinato, un tribunale individua i killer, e voi, figli ingrati, cosa fate? Date il benvenuto a chi quei criminali ha armato e finanziato. Non è una boutade , non è un paradosso. E’ ciò che è accaduto ieri sera, al gran ricevimento del nuovo padrone di casa del […]

3 Ottobre 2010

Oktoberfest Palestine style

Taybe. Per due giorni, la birra e’ scorsa a fiumi a Taybe, un villaggio cristiano, duemila abitanti appena, a pochi chiletri da Ramallah. Ieri e oggi si e’ svolta la sesta edizione dell”Oktoberfest. Si’, proprio cosi’ l’ha chiamato Nadim Khoury, il proprietario della locale fabbrica di birra. Solo che non siamo a Monico di Baviera ma […]

1 Ottobre 2010

Arafat, 10 anni dopo

La notizia è passata inosservata, i media italiani non ne hanno parlato, ma a mio avviso è di grande importanza. E’ emerso nei giorni scorsi che Arafat, dopo Camp David,  chiese ad Hamas di compiere attentati terroristici. La fonte è credibile. A svelarlo infatti è Mohammed Zahar, l’uomo forte di Hamas a Gaza. Parlando agli studenti […]

7 Settembre 2010

Miracolo a Gerusalemme

Per un curioso gioco dei rispettivi calendari, quest’ano  ebrei e musulmani celebrano le loro ricorrenze religiose piu’ importanti negli stessi giorni. Domenica 5 settembre, di ritorno da Washington, per evitare di crollare addormentato all’ora sbagliata, mi sono lanciato in una passeggiata notturna nella citta’ vecchia. Per i musulmani era la Lailat ul-Qadr, la notte quando, […]

29 Agosto 2010

Shimon Peres, intervista al Tg1

A 4 giorni dal vertice di Washington tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il Presidente palestiense Mahmoud Abbas, il Presidente dello Stato di Israele Shimon Peres esprime ottimismo in una intervista esclusiva che mi ha rilasciato oggi per il Tg1. Per vedere il servizio sul Tg1 delle 20, clicca qui Di seguito il testo […]

27 Agosto 2010

La Via Dolorosa

Sabato scorso sono andato a zonzo nella Citta’ Vecchia. Volevo raccogliere per il Tg1 le reazioni dei bottegai alla ripresa dei negoziati diretti israelo – palestinesi. A meta’ della Via Dolorosa  sono entrato in un negozio di spezie. Sul lungo banco, ben ordinati, mucchi di spezie dai colori forti e dagli odori intensi. Chiedo a Tarik […]