Archivio 'Politica'

26 Marzo 2010

L’Ossessione di Netanyahu: spaccare Kadima

Netanyahu ha impegnato una eccezionale quantità di energie nel suo primo anno da premier per cercare, finora invano, di spaccare Kadima, il partito di opposizione guidato da Tzipi Livni. Motivo: guadagnare quella libertà di movimento che gli è attualmente negata da un governo sbilanciato a destra. Troverete tutta l’analisi nel mio articolo pubblicato su “L’Occidentale”.

Per leggere l’articolo sull’Occidentale, clicca qui

3 Marzo 2010

Hamas raccontato dal figlio del capo

Mussab Youssef, figlio del fondatore di Hamas, svela di essere stato il super-informatore di Israele negli anni dell’intifada. Servizio sul tg1 delle 13.00. Ecco il servizio andato in onda sul Tg1 delle 13.30: clicca qui.


Questa la trascrizione del testo:
La grande talpa era al di sopra di ogni sospetto. Non un semplice militante ma il figlio del  leader. Per questo, gli 007 israeliani lo chiamavano in codice il Principe Verde.

Non c’è palestinese che non conosca il suo volto. Mussab Youssef appartiene ad una famiglia di rango. Il padre, lo sceicco Hassan Youssef, fondatore di Hamas in Cisgiordania, è stato arrestato nel 2004, in piena intifada, Chi poteva sospettare che proprio il figlio fosse  l’asso vincente dello Shin Beit? A rivelarlo e lo stesso Mussab in un libro autobiografico e in un’intervista ad Haaretz. In prima pagina  ci era già finito tre anni fa, quando annunciò di essersi convertito al cristianesimo. Da allora vive in California, e si può capire perché. Hamas, movimento radicale islamico, non perdona un simile tradimento. Ora Mussab svela che per 10 anni ha fornito informazioni d’oro ad Israele, consentendo all’esercito di sventare decine di attentati suicidi.

Mussab ha parole di fuoco contro Hamas. Dice chi i militanti islamici Non esitano a massacrare i propri fratelli in moschea o a gettarli dal 15  piano di un edificio, come è accaduto a Gaza.

Lo 007 che era in contatto con Mussab Youssef conferma e sostiene che Israele dovrebbe fargli un monumento, perché tante persone sono vive grazie a lui, e nemmeno lo sanno.