26 Aprile 2010

Hamas, Gilad Shalit, un padre


Quattro anni di prigionia, nessun contatto col mondo esterno, rifiuto delle reiterate richieste di visita da parte della Croce Rossa Internazionale, un solo video che prova che è vivo. E ora un cartoon,realizzato con dispendio di mezzi e indubbia professionalità, per far leva sul dolore di un padre che dal lontanissimo giugno del 2006 vive incollato al telefono nella speranza di una buona notizia che non arriva.

Vi consiglio di vederlo. Questo è il link al sito web di Hamas.

Il video è il ebraico, perché è all’opinione pubblica israeliana che si rivolge. L’uomo che appare di spalle nella prima sequenza e Noam Shalit, il padre coraggio, che da 4 anni batte le strade del mondo in lungo e largo per mobilitare l’opinione pubblica internazionale. Nel video,Noam cammina solitariocon la foto del figlio sotto braccio. Davanti ai suoi occhi i cartelloni elettorali con le promesse non mantenute di successivi premier, Olmert, Netanyahu. Legge su un quotidiano dell’offerta di 50 milioni di dollari a chiunque fornisca informazioni su Gilad. Il riferimento è ai 10 milioni di dollari che Israele ha poprmesso nel tentativo vano di avere notizie su Ron Arad, un pilota catturato 21 anni fa in Libano.  Il video, 3 minuti , si conclude con una sequenza agghiacciante. Noam, ormai vecchio , camminando a stento, giunge al confine di Gaza, da dove un convoglio della Croce Rossa esce. Gli riporta non il figlio, come lui fino all’ultimo spera, ma una bara.

Il cartoon diffuso all’indomani della decisione israeliana di permettere il trasferimento della figlioletta  malata del ministro dell’Interno di Hamas in un ospedale giordano.

Netanyahu ha reagito lapidario: “Il video svela la vera natura di Hamas”. Indignato anche Noam Shalit: “Hamas antepone i suoi interessi a quelli del suo popolo”.

Graditi vostri commenti…


Commenti

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7 risposte a “Hamas, Gilad Shalit, un padre”

  1. ilda sangalli riedmiller ha detto:

    Nessun commento, non ce ne possono essere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Monique ha detto:

    L’unica faccia di Hamas, la crudelta’

  3. Mara Marantonio ha detto:

    Caro Claudio, al rientro dal viaggio di dieci giorni in Israele, che mi ha fatto, ancora una volta, conoscere le splendide qualità del suo popolo, la visione del breve, agghiacciante cartoon è un pugno allo stomaco o, meglio, un colpo al cuore. Se poi rileggo quanto Tu scrivi in chiusura della Tua presentazione e cioè che il video è stato diffuso all’indomani dell’autorizzazione israeliana a far trasferire in un ospedale giordano la figlioletta malata di un capo di Hamas, lo sdegno e l’orrore non conoscono confini…Ma tali sentimenti si estendono, per la verità senza particolari differenze, a chi, in Occidente, sa solo stigmatizzare e condannare Israele e di nulla chiede conto a suoi nemici; sepolcri imbiancati senza dignità, che hanno smarrito, se mai l’hanno avuto, qualunque sentimento di giustizia, pur avvolgendosi nel mantello della tutela dei diritti umani. Quali diritti e di chi?
    Un carissimo saluto.
    Mara

  4. Claudio ha detto:

    Cara Mara, grazie per la tua profonda riflessione.

  5. Michele Porcelluzzi ha detto:

    Gilad ha la mia età e seguo questa storia dal suo inizio.
    E’ la dimostrazione vivente che il prezzo della guerra viene sempre pagato dai deboli.
    I gruppi dirigenti di entrambi i paesi hanno commesso indicibili crudeltà.

    E’ assurdo come in questa situazione nessuna delle parti mediatrici (USA, Russia e, soprattutto, UE) ottenga l’enforcement del Diritto Internazionale (che prescrive la liberazione dei prigionieri al termine dell’attività bellica)

  6. fan di pagliara ha detto:

    che dire invece delle migliaia vittime palestinesi?

    ah no certo,quelle sono schifose Bestie!!!

    vai pagliacc ehm pagliara

  7. Claudio ha detto:

    Poco gentile anonimo signore,
    ho approvato il suo commento perche’ pur essendo offensivo e’ un esempio di come una certa parte invece di ragionare reagisce insultando.
    I 10 mila palestiensi detenuti nelle carceri israeliane godono di tutti i diritti previsti dalle convenzioni internazionali: visite dei familiari, degli avvocati, della Croce rossa, ecc. ecc. Hamas, invece, in 4 anni non ha mai consentito a nessuno di visitare Gilad Shalit, neppure alla Croce Rossa, che ha obbligo istituzionale di riservatezza e agisce sotto l’ombrello della Convenzione internazionale sui prigionieri di guerra.
    Questi i fatti. Le opinioni ognuno puo’ elaborarle da solo.
    Buona serata,
    Claudio Pagliara