Società
19 Aprile 2011

Egitto, islamisti all'attacco


Islamisti all’attacco nella città meridionale di Qena, in Egitto. La nomina di un governatore cristiano copto  ha scatenato la protesta dei salafiti. Bloccate  le strade principali della città.  I dimostranti chiedono la rimozione del governatore cristiano, sostenendo che non applicherà alla lettera la legge islamica. Come dar loro torto?

Nell’Egitto del dopo Mubarak, gli islamisti, che erano rimasti alla finestra durante i moti di piazza Tahrir, stanno mostrando sempre più apertamente il loro vero volto. A essere preoccupata è proprio la “Facebook Generation” che aveva guidato la rivolta contro l’ultimo dei Faraoni.  L’Occidente, invece,  tace…


Commenti

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6 risposte a “Egitto, islamisti all’attacco”

  1. Quirino Zangrilli ha detto:

    Chi aderisce a delle fantasie (quella che Tu definisci Facebook Generation”) è poi condannato a dei brutti risvegli. Grazie per le utili informazioni che ci dai e ci consentono di farci delle opinioni realistiche su una realtà che è dietro l’angolo.

    • Mara Marantonio ha detto:

      Tace, tace, la Chiesa parla poco. Mi chiedo che fine avrà fatto un giovane prete copto con moglie e tre figli che incontrai nel 1996 presso la Chiesa del Padre Nostro….
      Non ho mai avuto molta stima di Mubarak, ma rimuoverlo non era il problema più urgente; anche perché, per sua responsabilità, una realtà democratica strutturata non esiste nel Paese. Inevitabile che ci troviamo in una situazione così grave. Inoltre le elezioni sono una prospettiva semplicemente disastrosa.

      • Fabrizio ha detto:

        Se non tacesse metterebbe in discussione tutte le teorie anti-Israele tanto care ai ‘pacifinti’ nostrani e non.

        • Claudio ha detto:

          La spinta al cambiamento nel mondo arabo non e’ necessariamente negativa. Ciò che accade in Siria ne e’ un esempio. Finora sono crollati regimi filo americani e anti iraniani. Se il regime di Assad crollasse, sarebbe un colpo formidabile ai piani egemonici di Teheran.
          Think positive, please!

          • Fabrizio ha detto:

            Come dire che la speranza e’ l’ultima a morire.

            • Marco PM ha detto:

              Grazie Claudio del suo straordinario lavoro. Si dice che in Medio Oriente nulla sia mai come sembra. Si è detto per decenni: ” non c’è guerra senza l’Egitto e non c’è pace senza la Siria” ora tutto cambia, pare. Continuo a pensare che l’occidente possa fare poco per favorire le organizzazioni più moderne a vincere perché devono trovare da soli la forza, la visione e l’organizzazione necessaria ciononostante non credo che sia così automatico che comunque vada alla fine vincano gli oscurantisti. Ho letto recentemente due articoli molto interessanti a proposito, di Gianfranco Pasquino e Vittorio Dan Segre:
              http://www.451online.it/le-rivolte-in-nord-africa/
              http://www.ilgiornale.it/esteri/lanalisi_e_medio_oriente_spaesato_israele_cambia_ruolo/19-04-2011/articolo-id=518156-page=0-comments=1mediaId=9&sez=120&id=39384&print=preview.
              Auguri e complimenti