Stati Uniti
11 Luglio

Jonathan Rauch: "Demonizzando l'avversario si uccide la libertà di espressione"


“Non c’è giustizia senza libertà”. 150 personalità hanno firmato una lettera in cui condannano l’intolleranza e la caccia alle streghe che pervade il mondo della cultura, dell’università e del giornalismo negli Stati Uniti e che prende di mira che non si allinea al pensiero unico e politicamente corretto della sinistra radicale. Tra i firmatari, Jonathan Rauch, che si definisce gay, ebreo e ateo. Come mi dice in questa intervista, a spingerlo a firmare la lettera sono state le dimissioni forzate di James Bennet, responsabile della pagina delle opinioni, finito nella bufera per aver pubblicato l’opinione di Tom Cotton, senatore Repubblicano dell’Arkansas che sosteneva la necessità di dispiegare l’esercito per riportare l’ordine negli stati Uniti all’apice delle violenze seguite alla morte di George Floyd.

Testo Intervista a Jonathan Rauch:

Cosa l’ha indotta a firmare la lettera?

Mi ha turbato ciò che è accaduto al direttore delle opinioni del New York Times. E’ stato costretto a licenziarsi per le obiezioni suscitate all’interno del giornale e da parte  di lettori nei confronti di una opinione pubblicata sulla pagina da lui curata. Sostenevano di sentirsi minacciati. Accade sempre più spesso che chi è in disaccordo dica di sentirsi in pericolo. E quando accadono queste cose a me sembra che sia la libertà d’espressione ad essere in pericolo 

E’ un riflesso di una campagna elettorale estremamente infuocata?

Negli Stati Uniti c’è un problema serio di polarizzazione del dibattito politico. Democratici e Repubblicani non solo sono in disaccordo. Hanno paura gli uni degli altri. C’è anche un elemento di odio. Per questo è più difficile difendere la libertà d’espressione. Se l’altra parte è il demonio, come la si può tollerare? Ma proprio questa polarizzazione rende ancor più importante la libertà di espressione, perché se vogliamo cercare un terreno comune, dobbiamo avere conversazioni libere in cui le persone non hanno paura di esprimere le loro vere opinioni e difenderle


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