Archivio 'Donald Trump'

Stati Uniti
1 Febbraio

Caucus in Iowa, gli sfidanti di Donald Trump ai blocchi di partenza

LA CORSA COMINCIA. Nel piccolo Stato agricolo dell’Iowa, come da tradizione, il via alla corsa per decidere chi sarà lo sfidante di Trump alle presidenziali di novembre. Reportage per scoprire da vicino chi sono i candidati che si fronteggiano in queste primarie del partito democratico, i temi che accendono il dibattito e le attese degli elettori, agricoltori spesso alle prese con difficoltà economiche e preoccupati dal cambiamento climatico

LINK ALLA PUNTATA DI tv7 DEL 31 GENNAIO 2020

TESTO

Des Moines, capitale dell’Iowa.  In questo stato del Mid West, d’inverno, la colonnina di mercurio non sale mai sopra lo zero. Già di buon mattino, a dispetto del freddo pungente, i  volontari dei diversi candidati  sono all’opera:  preparano  i banchi con i gadget, allestiscono il palco, regolano l’afflusso dei  partecipanti. Comincia da qui, la corsa democratica alla Casa Bianca.  Otto i candidati ai blocchi di partenza, quattro i favoriti, ad una spanna l’uno dall’altro.

Catie Wiltanger, Comitato Democratici della Brake University, Des Moines (Iowa)

Negli ultimi sondaggi, Barnie Sanders è in testa. Seguono Elizabeth Warren, Joe Biden e Pete Buttigeg a poca  distanza. E gli indecisi sono ancor atanti. Ognuno di loro potrebbe vincere.

L’Iowa, come da tradizione, sarà  il primo stato a pronunciarsi.  Il 3 febbraio,  in serata, gli elettori parteciperanno ad assemblee pubbliche e dopo un dibattito si raggrupperanno nel settore del candidato prescelto.  E’ il sistema del Caucus, in vigore in un  quarto degli Stati,  diverso  dalle primarie, vere e proprie elezioni, che si tengono in  tutti gli altri.

Cina, Corea del Nord, Stati Uniti
11 Novembre 2017

Corea del Nord: Trump e Putin, solo una stretta di mano

Corea del Nord: solo una stretta di mano tra Trump e Putin

Testo del servizio andato in onda nel Tg1 delle 20 del 10/11/2017

Camicia a blu per  gli ospiti maschi … abito da serata per le signore. Ma il capo della Casa bianca è solo: Melania è rimasta in Cina, per visitare la Grande Muraglia.

Da giorni si parla di un incontro tra Trump e Putin: i due leader  sono  Da Nang, in Vietnam, per il vertice economico dei Paesi dell’Asia e del Pacifico.  Alla fine però c’è solo una stretta di mano, sorrisi, convenevoli.

Rimane il mistero del faccia a faccia annullato. Dalle fonti americane, versioni contrastanti: non c’è accordo sulla Siria, agende troppo fitte.

Potrebbe essere l’ombra del russiagate, che insegue il Trump anche durante questo viaggio asiatico, ad aver consigliato un profilo basso. Si capirà  nel fine settimana: i due presidenti si troveranno di nuovo gomito a gomito nelle Filippine, per un altro summit regionale.

I motivi per un incontro non mancano. Trump ha bisogno  dell’aiuto di Putin per domare il leader della Corea del Nord,  Kim Jong-un.  “Il mondo  – dice – non deve essere tenuto in ostaggio dalle fantasie violente di un dittatore,. Qualche giorno fa aveva mostrato un cauto ottimismo. C’è un canale di dialogo diretto tra Washington e Pyongyang, attendiamo segnali – rivela  il segretario di stato Tillerson.

Al vertici partecipano Paesi che in campo economico hanno fatto miracoli. Nel suo discorso, Trump usa un linguaggio duro. “Faremo accordi solo sulla base del mutuo rispetto e del reciproco beneficio. Basta con i trattati iniqui”.

Dopo di lui il presidente cinese Xi Jinping, propone una visione diametralmente opposta. “La globalizzazione – dice – è un processo storico irreversibile”. Già terminata la luna di miele tra il capo della Casa bianca e il Presidente cinese?