Archivio 'Israele'

23 Aprile

Iran, il dilemma di Israele.

L’Iran, maestro nel prendere tempo, “apre” sulle ispezioni internazionali dei suoi siti atomici. Gli Usa tentennano se portare al Consiglio di Sicurezza sanzioni economiche sufficientemente annacquate da ottenere il sì di Russia e Cina o costruire una coalizione internazionale senza l’avallo Onu che sostenga misure davvero “paralizzanti”, come l’embargo alle importazioni di petrolio raffinato.

E Israele? Esplicitamente minacciato di distruzione dal regime degli ayatollah, Israele  sostiene l’amministrazione Obama nello sforzo di imporre sanzioni all’Iran. Ma col passare delle settimane, cresce la convinzione nell’establishment che ben difficilmente Teheran tornerà sui suoi passi. Ed ecco allora che due articoli, il primo di Chales Levinson sul Wall Street Lournal (per la traduzione in italiano, clicca qui), il secondo di Eitan Haber su Ynet, paventano la possibilità che il premier Netanyahu decida un attacco alle istallazioni nuclaeri iraniane anche contro il parere del comandate in capo Barak Obama. I due articoli sono illuminanti sul dilenmma che deve affrontare Israele, la più difficile decisione dalla sua nascita.

15 Aprile

It’s the Iran, stupid!

La comunita’ internazionale perde tempo prezioso, concentra le sue energie per spingere Israele a fare concessioni ai palestinesi, invece di investirle per imporre stringenti sanzioni economiche all’Iran, “la piu’ grande singola minaccia alla stabilita’ e alla pace globale”. E’ Danny Ayalon, vice di Avigdor Lieberman, a parlare cosi’. L’ho incontrato stamani, nella cornice del Mishkenot Shananin, a Gerusalemme. Il vice ministro degli Esteri ha risposto ad una raffica di domande incentrate su tutti i temi caldi dell’attualita’: dalla risposta israeliana alle richieste statunitensi alle costruzioni a Gerusalemme Est, dal riarmo Hetzbollah alle condizioni di una pace con la Siria, dal vaso di Pandora della corruzione che i giudici hanno scoperchiato al deterioramento delle relazioni con Paesi un tempo amici.

Ayalon ha risposto  a tutte le domande, puntualmente ma in modo scontato. Il suo intervento si e’ fatto incisivo solo quando ha affrontato la questione del programma nucleare iraniano. “Il tempo passa e le sanzioni non sono ancora in dirittura d’arrivo. C”e’ chi propone addirittura un rinvio per dare maggiore spazio al dialogo. Si investe invece molta energia per fare pressioni su Israele, con l’unico risultato di allontanare invece di avvicinare la ripresa del negoziato”

Danny Atalon, che e’ stato ambasciatore a Washington, non ha mai pronunciato il nome di Barak Obama. Mail suo indice era chiaramente puntato sul presidente americano. Parafrasando il celebre slogan con cui Bill Clinton folgoro’ George Bush nel 1992 e vinse le presidenziali (“It’s the economics, stupid!), avrebbe volto dire all’attuale inquilino della Casa Bianca: “It’s the Iran, stupid!”.

12 Aprile

Yom ha-Shoa

Yomha-Shoah, il giorno della memoria, Israele si ferma per due minuti al suono delle sirene.

L’ONU ha scelto il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di Auschwitz, per ricordare l’Olocausto. Israele, invece, ha scelto un episodio di resistenza attiva da parte degli ebrei, la rivolta del ghetto di Varsavia, per ricordare al mondo e a se stesso che l’imperativo “mai più” non è una frase vuota, ma il compito prioritario dello Stato di Israele, della sua classe politica, delle sue Forze Armate.

Quest’anno, la ricorrenza dominata dalla minaccia nucleare iraniana. Il premier Netanyahu ha dato il tono alle celebrazioni, accusando la comunità  internazionale di silenzi e reticenze di fronte alla volontà del regime iraniano di distruggere Israele e di provocare una seconda shoah.

Come dargli torto?