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3 Gennaio

Aborto negli USA: L'Eterna battaglia





TV7 DEL 15 OTTOBRE 2021

TESTO

Stephannie Chafee, Hope Medical Center for Women, Loisiana 

Le donne del Texas che vengono qui sono disperate.

L’Hope Medical Group for Women, a Shreverport, in Louisiana, è un fortino assediato. Fuori i cartelli assertivi di manifestanti antiabortisti. Dentro l’angoscia di donne che non vendono luce in fondo al tunnel della loro vita.

Linda, 33 anni, ha guidato da sola per quattro ore, nella notte, dal Texas per venire in questa clinica che effettua aborti.

Linda 

Ho già tre figli, e sono sola. E non per scelta. Se dovessi tenermi questo bimbo, non so cosa potrebbe accadere. Impazzirei. E chi è contro non lo capisce.

Il Texas, secondo stato per numero di abitanti, ha la legge più restrittiva degli Stati Uniti in materia di aborto. Il governatore, il repubblicano Greg Abbot, l’ha firmata il 19 maggio scorso, circondato dai deputati che l’hanno voluta. È entrata in vigore il 1° settembre. E da allora, le cliniche degli Stati limitrofi, come questa, sono prese d’assalto da donne texane che vogliono abortire. 

Stephannie Chafee, Hope Medical Center for Women, Loisiana 

La prima cosa che dicono al telefono è: “Sono del Texas”. Il 75% delle chiamate provengono dal Texas.  Siamo soverchiati. Molte donne devono tornare una seconda volta.

Opposta la situazione dall’altra parte del confine. L’aborto è legale, la nostra clinica è aperta, c’è scritto sullo striscione steso sulla parete della Whole Women’s Health, a Four Whorth, in Texas.  Ma il parcheggio è semi deserto, non ci sono manifestazioni, gli antiabortisti qui hanno vinto la loro battaglia.

Marva Sadler, direttrice Whole Women’s Health

Stamani, abbiamo dovuto dimettere le poche pazienti venute. L’ecografia ha mostrato che non possiamo procedere con il trattamento.

La legge del Texas proibisce l’aborto se l’ecografia rivela il battito del cuore del feto. Ciò avviene attorno alla sesta settimana di gravidanza, quando una donna spesso non ha ancora la certezza di essere incinta. Non sono previste eccezioni. Neppure in caso di stupro.  Singoli cittadini possono denunciare chiunque aiuti una donna in stato di gravidanza avanzata ad abortire: medici e infermieri, amici e familiari, persino i tassisti che l’hanno portata in clinica. In caso di condanna, l’accusatore è ricompensato lautamente: 10mila dollari a carico dell’accusato.

Erica Jong, scrittrice

Quando senti il battito del cuore, sai che c’è una creatura vivente. E quando sei incinta, questa è un momento indimenticabile. Ma non tutte le donne sono pronte ad avere un figlio. E abbiamo bisogno di figli che siano amati e curati.

Erica Jong, scrittrice e femminista, mi riceve nella sua casa newyorkese.  Cinquant’anni fa, ruppe molti tabù raccontando senza veli la sessualità femminile in “Paura di volare”, il romanzo che l’ha resa famosa nel mondo. 

Erica Jong, scrittrice 

Dobbiamo avere il controllo del nostro corpo. È essenziale. Non possiamo tornare indietro, le donne non lo accetterebbero. L’aborto non è il miglior sistema per il controllo delle nascite. Ma è un rimedio estremo, quando gli altri sistemi falliscono.  Molte donne non sanno come evitare gravidanze indesiderate, o hanno mariti che non accettano metodi di prevenzione. E quindi entrano in conflitto.

Nell’America divisa su tutto, l’aborto è una delle controversie che infiamma maggiormente gli animi. I due campi incrociano i ferri nelle piazze del Paese.  

Kyleen Wright, Presidente della Texan for Life coalition 

Chi critica la legge, offre una cattiva soluzione, l’aborto, a donne disperate, nel momento più difficile della loro vita. Noi vogliamo aiutarle davvero.  Nessuna donna deve scegliere l’aborto.  Ci sono programmi di sostegno economico e psicologico per le mamme.

Joe Pojman, direttore della Texas Alliance for life 

Il Texas spenderà 100 milioni di dollari per finanziare un programma chiamato “alternativa all’aborto”. Quel programma aiuterà 150.000 mamme bisognose all’anno, per tre anni, con servizi molto estes: consulenza, supporto morale, vestiti per figli, pannolini.

Erica Jong, scrittrice  

In America c’è sempre stata una corrente sotterranea conservatrice. Abbiamo 50 stati. E persone di ogni tipo. E molti vogliono tornare indietro nel tempo. Ma se credono davvero nel diritto alla vita, perché difendono il possesso di armi, che hanno provocato tante stragi? E’ ipocrita. Vogliono pistole ovunque. Ma dicono che il feto ha diritto alla vita.

Nelle poche settimane di applicazione, la legge del Texas ha già fatto più volte la spola tra le aule dei tribunali. Il ricorso presentato dall’amministrazione Biden, che ne chiede la sospensione sostenendo che è incostituzionale, è stato prima accolto da una corte federale e dopo appena 48 ore respinto dalla corte d’appello. La battaglia è destinata a continuare. Fino ad approdare alla Corte Suprema. E questo è il vero obiettivo delle organizzazioni pro-life: riscrivere la storica sentenza del 1973 che di fatto ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti. 

Un obiettivo che ora potrebbe essere a portata di mano. Donald Trump, durante i suoi quattro anni di presidenza, ha potuto nominare ben tre giudici della Corte più alta. L’ultima, Amy Coney Barret, poco prima di perdere le elezioni. Ora la bilancia pende in modo netto dal lato conservatore: sei a tre. 

Kyleen Wright, Presidente della Texan for Life coalition  

La Corte è cambiata e il presidente Trump ne ha il merito. Abbiamo una super maggioranza conservatrice, pro-vita. E abbiamo anche 48 anni di esperienza di aborto legale. Non ha risolto nulla.  Il 76% degli americani oggi vuole restrizioni maggiori di quelle attuali.

La battaglia però è solo agli inizi. E l’esito incerto. La Corte suprema si è rifiutata di bloccare la legge del Texas prima che entrasse in vigore ma non l’ha neanche sdoganata, riconoscendo che chi vi si oppone ha sollevato seri interrogativi sulla sua  costituzionalità.

Erica Jong, scrittrice 

I giudici nominati da Trump hanno una tendenza conservatrice. Ed è per questo che c’è timore. Ma non credo che si possa tornare indietro sul diritto all’aborto. Certamente ci saranno sempre persone che spingono. Non vinceranno, ma continueranno a fare molto rumore.


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