Archivio 'NEw York'

Religioni, Società, Stati Uniti
13 Dicembre 2020

Christmas Lights, New York si reinventa




Servizio andato in onda su TV7 dell’11 novembre 2020

Tra le torri del Rockefeller Center, anche Atlante indossa la mascherina.

E’ il Natale più difficile per New York, in primavera epicentro mondiale della pandemia. L’anno si chiude con una disoccupazione record del 13 %, il doppio della media nazionale.  Eppure la Grande mela non rinuncia al quella che è da sempre la sua vocazione: far sognare. E per rispettare le regole che il covid impone, come è nei suoi cromosomi, si reinventa.

Le vetrine natalizie, tradizione che ha resistito a qualunque tragedia, compreso  l’11 settembre, brillano più che mai. Quelle di Bergdorf Goodman sono un gioco di riflettori e specchi. Da vicino abbagliano.  Sono studiate per essere ammirate da lontano, in sicurezza.

Cultura, Stati Uniti
4 Giugno 2020

Secondo Spike Lee, il virus e le discriminazioni razziali

https://www.facebook.com/Tvsette.paginaufficiale/videos/317534095904316/

Lo so, sono di parte. Gli italiani dicono che Roma è la città più bella del mondo. Di certo lo direbbe Fellini. Ma io penso che New York sia la città più bella del mondo. Non è mancanza di rispetto. E poi amo Roma.  Ci sono stato molte volte. Ho tanti ricordi. Ma qual è l’anima di New York?  La sua gente. La diversità. Sarò onesto. New York non è un posto facile dove vivere. Otto milioni e mezzo di persone che vivono una sull’altra. Ci vuole un certo tempo e una certa tenacia per adattarcisi. La verità è che New York non è una città per tutti.

 Una lettera d’amore alla città dove ha scelto di vivere, lui che è nato ad Atlanta, in Georgia.  Un cortometraggio di tre minuti e mezzo che coglie la città che non dorme mai nel momento del suo lungo sonno.  Un viaggio attraverso i 5 boroughs, i distretti che compongo un caleidoscopio sociale, etnico, religioso unico al mondo. New York New York, il titolo. Una colonna sonora celebre, con l’inconfondibile voce di Frank Sinatra.

New York New York è un inno. È un viaggio in tutta la città di New York, ma una New York vuota, una New York spoglia. E alla fine, quando la voce di Frank Sinatra in un crescendo si fa più forte, mostro le persone che lavorano in prima linea, coloro che hanno risposto all’emergenza. Molti mi hanno detto che hanno pianto. Per me è una scena agrodolce. Volevo dare il mio contributo. Ed è quello che ho fatto.

 Spike Lee, 63 anni, età a rischio in tempi di covid, è segregato nella sua casa newyorkese da metà marzo, da quando la città ha chiuso i battenti. Il mondo esterno lo osserva solo dal sellino della sua bici, che pedala per qualche chilometro ogni mattina.

Molte persone abbienti hanno abbandonato New York. Perché lei è voluto restare qui?

 La mia famiglia voleva restare qui. Mia moglie Tonya, i miei due figli. Abbiamo una casa al mare. Forse ci andremo quest’estate. Ma non avrei voluto stare da nessuna altra parte che qui, l’epicentro, in questi giorni luttuosi.

A New York, il 40 per cento di neri e ispanici contro il 20 per cento di bianchi ha contratto il virus. Una sproporzione simile si riscontra in altre città americane. Spike Lee , che nel suo ultimo film “Da 5 Bloods”, rivisita la guerra in Vietnam con gli occhi di cinque reduci neri, punta l’indice sul tema, a lui caro, delle diseguaglianze sociali legate al colore della pelle.

New York tornerà quella che era?

Non voglio che New York turni quella che era. Non voglio che l’America torni quella che era.  La pandemia ha portato alla luce del sole un grande solco, la disparità  tra chi ha e chi non ha. Ricchezza, assistenza sanitaria, educazione: sono queste le cause che hanno contribuito a gettare nella rovina prevalentemente la  popolazione  nera e ispanica. Dobbiamo accorciare le distanze tra chi ha e chi non ha. Sono questi ultimi che hanno tirato la carretta. La gente in prima linea, che ha permesso alla parte più fortunata della società di stare a casa, di non andare a lavorare. Chi non ha, è dovuto andare a lavorare. E così ha messo a repentaglio la sua vita. 

Stati Uniti
17 Maggio 2020

New York in confinamento




Link al Tv7 del 15/04/2020

Il Vessel, ad Hundson Yard, il simbolo di una  New York che guardava con ottimismo al futuro. Oggi la struttura color rame campeggia surreale su una piazza deserta.

Il virus ha costretto ad un lungo sonno la città che non dorme mai. Da metà marzo, negozi, ristoranti, teatri hanno chiuso i battenti.

Persino la metropolitana per la prima volta nella storia si è fermata.  Niente corse tra l’una alle 5 di notte. I  vagoni si erano trasformati  in dormitori per gli homeless.

Una delle espressioni   di New York in confinamento è la sofferenza. La pandemia ha causato più vittime che in qualunque altra città del mondo, già ventimila. E ha bruciato centinaia di migliaia di posti di

Ambiente, Stati Uniti
29 Novembre 2019

La Mela Verde? Il Green New Deal della città più sprecona del mondo




Ad Aprile 2019 il Sindaco di New York, Bill De Blasio, ha varato il piano OneNYC 2050, il Green New Deal, la risposta della Grande Mela ai cambianti climatici. L’ obbiettivo è arrivare ad emissioni zero entro il 2050. Un traguardo ambizioso visto che New York vanta – alcuni sostengono vantava fino a poco tempo fa – il poco invidiabile primato di metropoli più sprecona del mondo. In media un newyorchese consuma più energia, più acqua e produce più spazzatura di un cittadino di qualunque altra megalopoli.

Tv7 del 26 ottobre 2019

Lina

E’ una emozione che se uno non la prova non può capire. Lcittà di Manhattan è unica al mondo

Alice (

Io vivo a 10 minuti a piedi da questo parco, e sono qua da un anno.  Nonostante venga qui quasi tutti i giorni è sempre un’emozione, un paesaggio mozzafiato, penso che passerei tutte le giornate a guardare questo panorama.

hi-tech, Stati Uniti
29 Novembre 2019

Startup italiane a New York

Startup italiane a New York Startup, tutti i segreti per avere successo. In collegamento da ERA, un acceleratore di New York, racconto la storia di Cuebiq, una startup Italo americana che ha già raccolto oltre trenta milioni di dollari di capitale di rischio e quelle di giovani Imprenditori che approfittando del programma dell’ICE hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con la dinamica realtà statunitense.

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-aafaf18d-f3b6-4dcf-adc6-2c0a0fed5cc3.html

Stati Uniti
13 Ottobre 2019

Homeless a New York




Sul luogo del  delitto  i ceri che ricordano le  4 vittime sono accesi anche di giorno.

Carlos 

Quando lavoriamo fino a tardi, non abbiamo più alcun posto dove andare. I dormitori chiudono.  Così cerchiamo un posto  dove la polizia non ci infastidisca.  Quei poveretti si saranno trovati nella stessa situazione.    Era tardi, erano stanchi per il lavoro, hanno cercato un angolo dove passare la notte.

Qui alle 2 di notte del 6 ottobre è accaduto  l’inimmaginabile.

Simmba 

Ero seduto assieme  ad una delle persone che è stata uccisa. Mi ha detto, non ho una lira. Gli ho risposto, non ti preoccupare, ho 20 dollari, vado a comprare qualcosa da bere. Sono tornato, ci siamo seduti, abbiamo bevuto assieme e dopo un po’ gli ho detto. Si sta facendo buio, io vado, non è sicuro.  L’indomani ho scoperto che era  stato ammazzato lì dove lo avevo lasciato e dall’altro lato c’era un giovane con un tubo di metallo.  

Quest’uomo, 24 anni, senzatetto, ha impugnato una spranga e ha colpito, uno dopo l’altro, senzatetto come lui, che dormivano, avvolti

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28 Settembre 2019

NewYork, startup italiane crescono

E’ stato ribattezzato l’Erasmus delle startup:  un periodo di formazione  all’estero per insegnare a giovani innovatori  di non  aver paura di sognare.

Francesco De Stefano, Caracol

La Caracol ha sviluppato un sistema innovativo di stampa 3D . Automotive, aeronautica, industria  militare,  i mercati di sbocco.  Nel futuro c’è una raccolta fondi per entrare nel competitivo mercato americano.

Francesco De Stefano, C Caracol

Il ministero per lo sviluppo economico e l’ICE hanno offerto a  100 start up italiane un soggiorno all’estero di tre mesi in alcuni tra gli acceleratori più rinomati. Trentatré, un terzo del totale, sono venute negli Stati Uniti, sette a New York.

Massimiliano Brustia, Doralia  

Doralia ha progettato una piattaforma e-comemrce per raffinati orafi abituati a muoversi su un mercato angusto. Dopo l’esperienza newyorkese, il salto di qualità:  mille artigiani, il mercato europeo e statunitense come orizzonte.