Archivio 'Economia'

19 Marzo

La Cina invecchia nonostante l’abbandono della politica del figlio unico

La Cina invecchia  prima di diventare ricca, dicono i demografi.  E’ l’effetto perverso della politica del figlio unico, abbandonata dal governo solo due anni fa.  Troppo tardi: non c’è stato l’atteso baby boom. E non c’è da stupirsi: con  la maggioranza della popolazione  che ormai vive in città, mettere al mondo un secondo figlio è una scelta che non si può fare a cuor leggero.

Xu Jie 

Mi sveglio, mi lavo, mangio qualcosa al volo, poi aiuto  mio figlio – il più grande – a lavarsi e vestirsi. Sono io ad accompagnarlo a scuola.  Mia moglie resta a casa ad occuparsi del  figlio più piccolo. Cerco di arrivare  all’asilo antro le 8, a quell’ora può fare colazione lì. Poi vado in ufficio.  Lavoro fino alle 6 del pomeriggio, l’asilo chiude alle 4,  quindi non ce la faccio ad  andare a riprenderlo, è mia moglie o i nostri genitori, a  turno, che se ne occupano.

Non è facile la vita in una metropoli di 23 milioni di abitanti come Pechino per una giovane coppia con due bambini. Xu Jie e Li Zhou – nome italiano Gianna – hanno due maschietti, Dou Dou,  3 anni e mezzo  e Duo Duo, 3 mesi e mezzo.

Gianna Li Zhou 

Prima di avere i figli ho lavorato per una società italiana, per un ufficio di rappresentanza a Pechino. Mi piaceva  molto questo lavoro. Ma quando mio figlio maggiore e’ nato ho lasciato il mio lavoro, perché a casa ci deve essere una persona che si prenda cura del bambino.

Xu Jie 

Se mia moglie andasse a lavorare, quando il più grande dei nostri due figli è all’asilo, chi si prenderebbe cura del piccolo? Dovremmo assumere una baby sitter, ma il suo stipendio sarebbe lo stesso di quello di mia moglie. Per questo abbiamo deciso che per ora  la cosa migliore è che sia lei resti a casa.

Gianna Li Zhou 

Vorrei andare fuori a lavorare. Ma con due figli come faccio? I genitori sono già vecchi. Hanno quasi settanta anni. Non possono aiutarci molto. Ogni giorno vengono qui i miei genitori per aiutarci a pulire casa a lavare i vestiti e preparare la cuna e basta.

Le autorità comuniste erano convinte che il cambiamento di politica, dopo 40 anni di figlio unico, avrebbe portato a un boom di fiocchi rosa e azzurri.  I reparti maternità si erano preparati a fronteggiare la richiesta. E invece l’aumento è stato bel al di sotto delle aspettative.

Song Jian, demografa, Università del Popolo della Cina, Pechino

Negli ultimi due anni sono nati  diciassette milioni di bimbi l’anno. Questo per la Cina non e’ un baby boom. Basti pensare che nel 1963, quando è stato toccato il picco, sono nati  più di 29 milioni di bambini.

Negli anni Settanta, la famiglia media cinese era composta di 5 bambini. Oggi il tasso di natalità è sceso a 1,5.   E non sembra che l’abbandono della politica del figlio unico sia in grado di rovesciare la tendenza.  Una delle ragioni del mancato baby boom è la totale assenza di strutture pubbliche o private che si occupino  dei nuovi nati durante la prima infanzia.

Xu Jie 

In Cina ancora non ci sono ancora asili nido.   E se anche venissero istituiti, si tratterebbe di una novità, dovrebbero guadagnarsi  la fiducia dei genitori. Io mi fiderei solo  di un nido pubblico o gestito da un’organizzazione famosa.

In compenso fioriscono  corsi extra scolastici di ogni tipo, compreso questo:  promette di sviluppare le capacità cognitive dei bambini attraverso le costruzioni. Piccole ingegneri crescono.

Xu Jie

Molti dei miei amici fanno fare ai loro figli altre cose dopo la scuola.   Io penso che la cosa più importante è che i bambini a quest’età si divertano.  L’anno scorso, portavo mio figlio a nuoto. Ma quest’anno non gli piace, così gli abbiamo proposto altre attività: musica, pittura, scacchi. Alla fine ha scelto le costruzioni: gli piacciono moltissimo. 

Nella Cina imperiale, l’ascensore sociale per eccellenza era l’esame per diventare mandarino, funzionario pubblico. Oggi è il gaokao – il temuto esame di maturità -, dal cui voto dipende l’accesso alle università più prestigiose.

Xu Jie 

In futuro dovremo far frequentare ai nostri figli vari corsi integrativi. E’ assolutamente necessario. Non in tutte le materie, ma in quelle dove non sono particolarmente bravi o alle quali sono più interessati.

Con i genitori che si sentono obbligati ad investire così tante energie e risorse nell’educazione dei figli – e senza alcun incentivo governativo – non ci si può stupire che la possibilità di avere un secondo figlio non abbia prodotto un baby boom.  Chi come Gianna di figli ne ha messi al mondo due, deve rinunciare al lavoro  … e non solo.

Gianna Li Zhou

A lui piace molto andare al parco. Prima, con un solo figlio, io e mio marito andavamo  insieme al parco col bambino. Adesso solo mio marito può andare fuori, devo restare a casa.

Il rischio per la Cina è racchiuso in questa cifra: oggi per ogni pensionato, ci sono  circa cinque persone in età lavorativa; nel 2030 solo due. E i numeri sono cinesi, quindi giganteschi: si prevedono per quella data 380 milioni di ultra sessantenni. In nessun altro Paese – anche in quelli a crescita zero – il sistema previdenziale è sottoposto ad una simile, enorme pressione.

3 Marzo

Cittadini del mondo: Talenti italiani in Corea del Sud

Talenti italiani in Corea del Sud

Cittadini del mondo, Tv7 del 2/3/2018 su RaiPlay

Cittadini del mondo, il video sul mio canale YouTube

La Corea del Sud conosciuta solo per le tensioni con il Nord. Ma a Seoul c’e’ un nutrito drappelli di talenti italiani che hanno fatto di questa metropoli – capitale dell’11esima potenza economica mondiale – la loro seconda Patria. Non si considerano cervelli in fuga ma tutti tornerebbero volentieri, se solo l’Italia riconoscesse ciò che valgono. La Corea del Sud raccontata attraverso gli occhi di: Alberto Monti, celebrità della TV sudcoreana; Paolo Alfieri, Fabio Costa, Stefano Invernizzi, Gianfranco Presicci, dirigenti Samsung; Grazia Accardo e Domenico Frattini, ricercatori.

Testo integrale:

Alberto Mondi è sconosciuto nel suo Paese, l’Italia, ma qui, a diecimila chilometri di distanza, a Seoul, in Corea del Sud, è una star del video. All’ombra della nuova Lotte World Tower – la quinta più alta del pianeta con i suoi 555 metri – i fan lo fermano di continuo per fare selfie.

Alberto Mondi

Ho fatto un programma un po’ per gioco. Il direttore del casting mi ha convinto dicendo: “E’ solo una puntata, lo fai una volta e poi basta”. E poi in realtà quella puntata sono diventate 188 puntate perché quel programma fu un successo incredibile.

2 Novembre 2017

Cina, la carica delle start-up italiane

Nove start-up italiane, selezionate da Istarter, sbarcano a Pechino in cerca di capitali cinesi. Il sistema italia compatto le promuove. C’è l’ambasciatore d’Italia in Cina, Ettore Sequi, il Presidente della Camera di Commercio italiana in Cina, Davide Cucino, il Direttore dell’Ice di Pechino, Amedeo Scarpa.

Non solo made in Italy ma think in Italy. Le start-up sono state fondate da giovani italiani. Alcuni dei soci i sono  rientrati in patria da esperienze professionali all’estero per costruire qualcosa di nuovo.

Dallo spazio al mediale, dall’Intelligenza artificiale ai servizi finanziari: sono start-up che nella Cina della nuova era, per usare le parole del Presidente Xi Jinping, possono trovare i capitali necessari e partner strategici per decollare.

Il servizio è andato in onda su Tg1 Economia del 1 novembre 2017

27 Agosto 2017

Codice, La Cina a due ruote, la rivincita delle biciclette


Testo del reportage andato in onda su Codice, Rai 1, del 25/8/2017:

C’era una volta la Pechino di Michelangelo Antonioni …. un fiume di biciclette che scorre, senza apparente fretta, lungo le strade della capitale di un Paese nel mezzo della rivoluzione culturale. Correva l’anno 1972.

Di lì a poco, tutto cambierà. Quattro decenni di sviluppo hanno portato benessere … e auto di grande cilindrata come status symbol, scimmiottando l’Occidente, con qualche eccesso.Ma da un anno a questa parte, il dragone sta cambiando nuovamente pelle.
Un fiume di biciclette è tornato ad inondare le strade delle metropoli cinesi. Sono biciclette colorate: gialle, arancioni, verdi … ad ogni colore corrisponde una società di bike

12 Agosto 2017

Codice, e-commerce boom in Cina Alibaba e Jd.com

Testo del reportage andato in onda su Codice, Rai 1, del 13/8/2017:

L’11 novembre in Cina è la festa dei single, una sorta di San Valentino al contrario. Da sette anni, Alibaba, il colosso dell’ e-commerce fondato da Jack Ma, ha trasformato la giornata nel black friday cinese, 24 ore di vendite on line a prezzi stracciati. Lo scorso anno, dopo appena 53 secondi era già stata venduta merce per un miliardo di yuan – 150 milioni di euro. Al termine delle 24 ore di promozione, totalizzati 15 miliardi e mezzo di euro di incassi.

Ora i nostri fattorini dovranno lavorare parecchio, commenta Jack Ma.

L’11 novembre, le vendite on line in Cina raggiungono il picco. Ma anche negli altri giorni le cifre sono da capogiro. Entriamo nella sala di controllo di JD.com, l’altro gigante cinese dell’e-commerce. Sullo schermo, la cifra a caratteri cubitali indica il

10 Agosto 2017

Codice: L’occhio di Dio una realtà in Cina, addio privacy

Testo del reportage andato in onda su Codice, Rai 1, del 4/8/2017:

Tienanmen è considerata la piazza più grande del mondo. Certamente è quella con la maggiore concentrazione di telecamere di videosorveglianza. Non c’è angolo, per quanto remoto, che non sia scrutato 24 ore al giorno da questa selva di occhi elettronici. Il grande fratello, qui, è già una realtà. Ma un’altra invenzione cinematografica, God’s eye , l’occhio di Dio, di Fast and Furious sta per entrare nella vita di tutti i giorni. Per scoprire cosa ci riserva il matrimonio tra tecnologia di riconoscimento facciale e intelligenza artificiale, siamo andati a Shenzhen, la più giovane, più ricca, più innovativa metropoli cinese, 15 milioni di abitanti in un lembo di terra dove fino a 40 anni fa c’era solo un sonnolento villaggio di pescatori.

Chen Ning, amministratore delegato Intellifusion 
Il nostro chip, installano in una videocamera, trasforma le caratteristiche dei volti in dati e li confronta con i dati immagazzinati in una banca dati cloud. E’ un sistema veloce e accurato: è in grado di passare al setaccio centomilioni di volti in meno di un secondo.

2 Luglio 2017

Hong Kong, paradiso dei ricchi Inferno dei poveri

Hong Kong. Migliaia di donne in abiti variopinti, quasi tutte col e lo islamico, alcune anche col chador. Ogni fine settimana, dall’alba al tramonto, si ritrovano nella zona del Victoria Park, sui marciapiedi di strade a quattro corsie, sotto i cavalcavia che consentono ai pedoni zuppi di sudore di attraversare il groviglio di strade a scorrimento veloce della città più densa e verticale del mondo.
Sono le COLF dei ricchi, uomini d’affari, broker finanziari, rappresentanti diplomatici. Siccome nessuno dei loro datori di lavoro accetterebbe che la propria “maid” inviti nella sua stanza amiche o parenti, nei giorni liberi (i weekend) danno vita sulle strade che incorniciano il Victoria park un gigantesco picnick. Si radunano in gruppetti, omogenei per lingua e provenienza geografica, cantano, giocano, mangiano.
Il luogo in cui si ritrovano, per chi non è’ mai stato a Hong Kong, è’ una selva di strade trafficate. Le COLF dei ricchi (molti dei loro datori di lavoro sono expat) usano il cartone per isolarsi dall’asfalto. Trascorrono all’aperto le ore più calde, in una città dal clima sub tropicale. Provengono dal sud est asiatico ancora povero: Filippine, Indonesia, Malesia.
I cinesi della madrepatria dicono che Hong Kong e’ un Paradiso per ricchi. Io aggiungo che anche l’inferno dei poveri.

29 Giugno 2017

Cina, Panda d’oro

 

Nei giorni scorsi a Shanghai, in Cina, si è svolta la cerimonia di consegna dei Panda d’oro, il prestigioso premio della Camera do Commercio Italiana in Cina alle aziende del nostro Paese che hanno avuto successo nel mercato più difficile e competitivo del mondo, quello della Cina

Per il video clicca qui