Articoli taggati ‘Gerusalemme’


Pagina 1 di 212

Jerusalem, short term rent : very nice

12 dicembre 2016

A home away from home

Gerusalemme, Distretto di Gerusalemme, Israele

A few minute walk away from the old city of Jerusalem.
Italian style house.
Spacious , luxury and bright. In addition of the two bedroom, the house has a large and comfortable living room, a ful…

Sukkot: le mille capanne di Gerusalemme

21 settembre 2013

IMG_2052 IMG_2054 IMG_2053 IMG_2050 IMG_2040 IMG_2039 IMG_2046Ieri ho passeggiato per  ore per le strade di Gerusalemme, dal mio quartiere, German Colony, sino al Muro del Pianto, passando per il quartiere ebraico della Citta’ Vecchia. In questi giorni di Sukkot, la festività’ ebraica dei Tabernacoli, Gerusalemme si trasforma: nei  dehors di caffè’ e ristoranti, nei cortili dei condomini e sui balconi degli appartamenti campeggiano le “sukkot”, le tradizionali capanne con il tetto preferibilmente di foglie di palma per far passare i raggi del sole. Ricordano le precarie dimore degli ebrei durante i 40 anni di traversata del deserto dopo l’Esodo dall’Egitto.  La festività’ dura una settimana. E’ considerato un precetto  visitare Gerusalemme ed essere felici.

L’anno scorso avevo realizzato un videoblog su questa che e’ una delle ricorrenze  più’ suggestive  del calendario ebraico. Per vederlo, clicca qui 

Gerusalemme: la BBC decreta la fine di un’ipocrisia

25 luglio 2013

La BBC, sì proprio la BBC che nella vulgata popolare israeliana è il diavolo filo arabo fatto televisione, fa infuriare i palestinesi. Sotto accusa la decisione del suo “trust” – il comitato etico – di definire tutta  Gerusalemme, senza distinzione tra Ovest e Est,  città israeliana. Anche se il suo status non è riconosciuto dalla comunità internazionale, è la conclusione del “trust”, la città nella sua interezza è di fatto amministrata da Israele.  

E’una svolta , che pone fine ad un’ipocrisia durata 45 anni. Si spera, visto il rispetto di cui gode la BBC nel mondo giornalistico, che la decisione faccia scuola anche in Italia, dove espressioni come “il governo di Tel Aviv” sono ancora in voga.

Vale la pena di leggere la lettera di risposta di  Leanne Buckle, Consigliere per la strategia editoriale della BBC,  al PSC – Palestine Solidarity Campaign – che protestava per la decisione del “trust”:

“The advisor [Buckle] acknowledged that Israel’s sovereignty over the whole of Jerusalem was not recognized under international law. However, she considered that Israel had de facto control over the entire city in a political, administrative and military sense. She also noted that Jerusalem was administered as a single entity by the Jerusalem municipal authority which made no distinction between East and West.”

Questo il link all’articolo che compare sul sito del PSC sotto il titolo: “Anger at BBC’s insistence alla Jerusalem is Israel”

 

La (mezza) festa di Gerusalemme

21 maggio 2012

Gerusalemme. Ad ogni folata di vento, le kippa non ben ancorate volano, inseguite dai loro giovanissimi proprietari. Sono teen ager, appartengono al movimento sionista religioso, studiano nelle yeshivot di Gerusalemme e della Cisgiordania. Sono loro i protagonisti del Ha-Yom ha-Yerushalaim, il Giorno di Gerusalemme, che marca la conquista israeliana della parte est della citta’ nella guerra dei Sei giorni (1967).

Momento clou della giornata, la marcia attorno alle mura della Citta’ Vecchia. I giovani entrano dalla Porta di Damasco, fulcro della vita araba della citta’. Sono le 7 di sera. Il variopinto mercato ha gia’ chiuso i battenti. I 300 mila abitanti arabi di Gerusalemme, un terzo della popolazione, restano tappati a casa. C’e’ solo uno sparuto gruppo di giovani con la bandiera palestinese. Vola qualche parolaccia, c’e’ un accenno di rissa, interviene la polizia , dispiegata in forze, a disperdere la contro-manifestazione. Elicotteri fendono in continuazione l’aria tersa e insolitamente fresca per la stagione.

E’ la festa di Gerusalemme, ma una festa a meta’. Non solo perche’ gli arabi comprensibilmente non paretcipano alla celebrazione della “riunificazione” di Gerusalemme. Ma anche perché’, a parte i giovanissimi studenti con la kippa tessuta all’uncinetto, segno distintivo del movimento sionista religioso,  non si vedono le altre componenti della societa’ israeliana: gli ultraortodossi,e soprattutto  i laici. Tel Aviv, 60 chilometri ad Occidente, e’ distratta. Anche un pizzico infastidita. Sul Monte delle Munizioni, teatro della decisiva battaglia tra esrecito israeliano e esercito giordano per la conquista di Gerusalemme, c’e’ la manifestazione ufficiale. Benjamin “Bibi” Netanyahu ripete che Gerusalemme restera’ unita in eterno.  Ma al di la’ della retorica, nessuno nega i giganteschi problemi di Gerusalemme.  La sperequazione dei servizi, tra la parte araba, negletta, e quella ebraica. La mancanza di un tessuto sociale unitario. E il fatto che la citta’ tre volte santa resta  l’epicentro del conflitto arabo – israeliano.

Rovina la festa l’ex premier Olmert, che proprio nel giorno di Gerusalemme, ammette che lo Stato di Israele ha sempre agito in modo contrario a ciò’ che dichiarava, non ha agito per riunificare Gerusalemme, ma l’ha mantenuta di fatto divisa, investendo nello sfiluppo dei quartieri ebraici e lasciando in uno stato di deprecabile abbandono quelli arabi.  L’ex premier continua a rivendicare i meriti del suo governo che nel 2008 – sostiene – era ad un passo da uno storico compromesso con i palestiensi, che includeva  la cessione dei quartieri arabi della città.  Quartieri – precisa – che non hanno alcuna connessione con la storia del popolo ebraico.

Una “V” di 2.800 anni fa, il nuovo enigma di Gerusalemme

14 dicembre 2011

Osservate con attenzione questa foto: e’ stata scattata dagli archeologi che scavano nella “Città’ di Davide”, il sito archeologico che si estende dove sorgeva la Gerusalemme di Re Davide. Le tre “V” incise nelle lastre del pavimento di una stanza risalgono a 2.800 anni fa e costituiscono per ora un enigma.  Gli esperti hanno gettato la spugna e hanno dato la parola alla blogsfera. In una pagina di Facebook (per sottoscriverla, clicca qui), ognuno puo’ fornire una sua spiegazione.

L’idea ha avuto un successo insperato. Centinaia di aspiranti archeologi si sono cimentati nell’improbo compito. Tra le teorie piu’ bizzarre, la “V” rappresentazione stilizzata di un pugnale e quindi   simbolo di morte o semplicemente un rompicapo ideato con il preciso  scopo di dar filo da torcere alle generazioni future.

E’ la prima volta, a mia conoscenza, che internet prova a trasformarsi in archeologo collettivo. L’idea mi sembra buona. In fondo, se gli esperti alzano le braccia, c’e’ spazio per l’immaginazione anche di chi esperto non e’. Vediamo se anche qualcuno dei voi, miei cari amici, ha una teoria originale su queste misteriose tre “V” dei tempi di Re Davide!

Su YouTube il mio Tg2 Dossier su Gerusalemme

26 aprile 2011

Tg2 Dossier su YouTube

Cari amici, ho caricato sul YouTube il mio Dossier su Gerusalemme. Aspetto i vostri commenti, Grazie

Tg2 Dossier su YouTube

Pagina 1 di 212