Archivio 'Cina'

Cina, Economia, Hong Kong
2 Luglio 2017

Hong Kong, paradiso dei ricchi Inferno dei poveri

Hong Kong. Migliaia di donne in abiti variopinti, quasi tutte col e lo islamico, alcune anche col chador. Ogni fine settimana, dall’alba al tramonto, si ritrovano nella zona del Victoria Park, sui marciapiedi di strade a quattro corsie, sotto i cavalcavia che consentono ai pedoni zuppi di sudore di attraversare il groviglio di strade a scorrimento veloce della città più densa e verticale del mondo.
Sono le COLF dei ricchi, uomini d’affari, broker finanziari, rappresentanti diplomatici. Siccome nessuno dei loro datori di lavoro accetterebbe che la propria “maid” inviti nella sua stanza amiche o parenti, nei giorni liberi (i weekend) danno vita sulle strade che incorniciano il Victoria park un gigantesco picnick. Si radunano in gruppetti, omogenei per lingua e provenienza geografica, cantano, giocano, mangiano.
Il luogo in cui si ritrovano, per chi non è’ mai stato a Hong Kong, è’ una selva di strade trafficate. Le COLF dei ricchi (molti dei loro datori di lavoro sono expat) usano il cartone per isolarsi dall’asfalto. Trascorrono all’aperto le ore più calde, in una città dal clima sub tropicale. Provengono dal sud est asiatico ancora povero: Filippine, Indonesia, Malesia.
I cinesi della madrepatria dicono che Hong Kong e’ un Paradiso per ricchi. Io aggiungo che anche l’inferno dei poveri.

Cina, Hong Kong, Politica
1 Luglio 2017

Hong Kong 20 anni dopo, tra festeggiamenti e proteste

   

A Hong Kong sono stati celebrati in pompa magna i 20 anni dalla restituzione della ex colonia britannica alla Cina. Ai festeggiamenti ha preso  parte   il presidente cinese Xi Jinping. Innanzitutto,  Xi Jinping ha presenziato al giuramento del nuovo chief executive, Carrie Lam, Xi jinping. Subito dopo  ha lanciato un duro monito all’opposizione: “Sfidare il potere centrale e mettere a repentaglio la stabilita della Cina è assolutamente inaccettabile”.

Ma mentre i fuochi d’artificio coloravano il cielo, migliaia di ragazzi scendevano per le strade in difesa della democrazia. Secondo gli organizzatori, in corteo c’erano 65 mila manifestanti; secondo la polizia 14 mila. Ma al di là dei dati sulla partecipazione, è significativo che una simile manifestazione non sarebbe possibile in nessuna altra città della Cina.  A tenere insieme il variegato campo della protesta, la richiesta di suffragio universale.

C’è però un’altra Hong Kong, quella che ha visitato la mostra sui progressi tecnologici della Cina. Una donna di una certa età dice: “I manifestanti non hanno memoria storica, sono giovani che non hanno vissuto gli anni più difficili”.

La giornata fotografa una Hong Kong divisa.

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Cina, Hong Kong
30 Giugno 2017

Intervista a Joshua Wong

Parla al mio microfono Joshua Wong, lo studente che 3 anni fa paralizzò Hong Kong per due mesi e mezzo.

Nel ventesimo anniversario della restituzione di Hong Kong alla Cina, Joshua Wong torna a sfidare Pechino. Definisce il presidente Xi Jinping un imperatore e invita i cittadini a scendere in piazza. “Questo non è tempo per celebrare ma per manifestare. Spera che centinaia di migliaia di persone raccolgano il suo appello.

Cina, Hong Kong
30 Giugno 2017

Hong Kong, un anniversario tra le tensioni

Hong Kong. Xi Jinping passa in rassegna la guarnigione dell’Esercito popolare di liberazione e l’opposizione democratica promette per domani una grande manifestazione di protesta.  Le due facce del 20 esimo anniversario del passaggio dell’ex colonia britannica sotto il controllo di Pechino.

Ho intervistato per Rai News  uno dei capi della protesta, Joshua Wong, il giovanissimo studente che tre anni fa ha fatto tremare la Cina con la cosiddetta “rivolta degli ombrelli”.

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Cina, Hong Kong
29 Giugno 2017

Hong Kong, arriva Xi, città blindata


Il presidente cinese Xi Jinping arriva per la prima volta in visita a Hong Kong in coincidenza con le solenni celebrazioni che il primo luglio segneranno il ventesimo anniversario della restituzione della ex colonia britannica alla Cina. La città è blindata, mentre si preparano manifestazioni di protesta.

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Cina, Economia
29 Giugno 2017

Cina, Panda d’oro

 

Nei giorni scorsi a Shanghai, in Cina, si è svolta la cerimonia di consegna dei Panda d’oro, il prestigioso premio della Camera do Commercio Italiana in Cina alle aziende del nostro Paese che hanno avuto successo nel mercato più difficile e competitivo del mondo, quello della Cina

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Cina
21 Aprile 2017

Prodi “La soluzione della crisi della Nord Corea passa per Pechino”

Nord Corea

Nord Corea Intervista con Romano Prodi

Nord Corea: Claudio Pagliara e Romano Prodi

Nord Corea al centro delle preoccupazioni di Romano Prodi. L’ex premier in qualità di membro del Comitato scientifico del Torino World Affairs Institute, è in questi giorni a Pechino. E’ stato  invitato del Center for Mediterranean Area Studies della Pekin University. Nell’intervista che mi ha concesso sostiene che le chiavi per sbloccare la crisi della Nord Corea ce le ha Pechino. Dice inoltre e che un accordo tra la Cina di Xi Jinping  e gli Stati Uniti di Trump  è possibile.

L’ex presidente del Consiglio, profondo conoscitore della Cina, mi ha anche parlato  anche delle occasioni sprecate dall’Italia nei riguardi di Pechino. L’ultima riguarda il nodo dei porti. L’incapacità italiana di formare due poli portuali forti ha spinto la Cina a scegliere il porto del Pireo come terminale europeo della nuova Via della seta.

Il 15 maggio a Pechino il presidente cinese Xi Jinping ha convocato una Conferenza internazionale sulla Via della seta. Vi parteciperanno 28 capi di governo tra cui il premier Gentiloni. Secondo Prodi, Gentiloni fa bene a partecipare a questa conferenza perché bisogna dare il segno che l’Italia c’è e capisce l’importanza dell’iniziativa.

Per vedere il servizio si Rainews , clicca sul link in basso.

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Crisi-Usa-Nord-Corea-Prodi-La-soluzione-di-tutto-passa-per-la-Cina-8dc866d7-3fc5-4387-acc7-5dfba8ee8166.html

Cina, Economia, Società
20 Novembre 2016

Il salto del dragone, Domenica 20 novembre – Rai Uno 23.30

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I cinesi riscoprono le tradizioni. Anche il Partito Comunista incentiva il ritorno a Confucio. Cardine dell’insegnamento del filosofo è il rispetto per l’autorità, la ricerca dell’armonia. Un principio che in tempi recenti ha assicurato coesione ad un Paese che in appena tre decenni da agricolo è diventato la seconda potenza economica del Pianeta.  Alla Cina è dedicato lo Speciale Tg1 “Il salto del Dragone”, di Claudio Pagliara, in onda domenica 20 novembre alle 23.30 su Rai1.
Nulla esemplifica meglio le ambizioni della Cina di oggi della sua prepotente irruzione nel mondo del calcio. Zhang Jindong, padrone dell’impero Suning, a giugno acquisisce l’Inter. Poche settimane dopo, una cordata cinese promette  di comprarsi il Milan. Si tratta della punta di un iceberg. Quest’anno lo shopping di aziende cinesi in Europa e Stati Uniti è destinato a polverizzare il record dello scorso anno. L’Occidente in affanno cede alcuni dei suoi gioielli più preziosi: Pirelli, Volvo, Club Med, il porto del Pireo. Persino l’azienda tedesca leader nel settore della robotica, la Kuka, è stata acquistata da Midea.
Ma il salto del dragone ora fa paura, gonfia le vele del protezionismo, in Europa e negli Usa. È il vento che ha sospinto Donald Trump alla Casa Bianca. Il presidente eletto, in campagna elettorale, ha accusato la Cina di fare concorrenza sleale, manipolando la valuta, e ha minacciato di imporre dazi doganali del 45 per cento sulle sue merci.
Stati Uniti e Cina non si amano, ma non possono fare a meno gli uni dell’altra. Se Trump innalzasse muri doganali per bloccare le merci cinesi, Pechino farebbe altrettanto contro quelle statunitensi. E una guerra commerciale tra la prima e la seconda potenza economica non avrebbe vincitori, solo vinti. Con conseguenze nefaste a livello planetario.
“Il salto del dragone” è un viaggio nella nuova Cina del miracolo economico, dello sviluppo tecnologico, dei robot, dell’inquinamento e della lotta allo smog, del vivace mercato del lavoro, degli stipendi che crescono, delle organizzazioni non governative che si sostituiscono ai sindacati, delle prime manifestazioni di protesta, del boom dell’e-commerce. E poi la vita notturna nelle città, i giovani vestiti alla moda che per divertirsi spendono in una sera l’equivalente dello stipendio di un operaio loro coetaneo. Lavorano nella galoppante industria hi-tech  oppure hanno stabilito un loro business o hanno fondato una start up.