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Cina, Politica, Stati Uniti
9 Novembre 2017

Trump alla corte dell’imperatore Xi

Trump alla corte dell’imperatore Xi

Testo del servizio andato in onda sul Tg1 delle 20 dell’8/11/2017

Accoglienza imperiale per Trump e Melania. Xi Jinping a sua moglie, Peng Liyuan ricevono gli ospiti  nella Città proibita e li accompagnano in una visita che si protrae fino alla cena. Mai prima un capo di stato aveva avuto tale onore.. Ma la medaglia ha un suo rovescio La scelta di tanto sfarzo nasconde un messaggio preciso.  Qui dimorarono i sovrani  che fecero grande l’Impero di mezzo, anche ribellandosi all’Occidente.   E la nuova era proclamata da Xi Jinping intende restituire alla Cina quel  posto centrale che aveva un tempo, a discapito proprio degli Stati Uniti. Xi è un maestro nell’arte del blandire. Trump non è da meno, però. Mostra sul tablet il video della nipote che canta in cinese.

I due presidenti hanno sviluppato una buon rapporto personale, a dispetto delle premesse tempestose. La diplomazia dei sorrisi però si scontra con interessi contrastanti. Il capo della Casa Bianca ha definito scandaloso il deficit commerciale a favore della Cina. Ed è convinto che il presidente cinese possa fare di più per fermare Kim Jong-un.

Col quale oltre al bastone usa la carota: “La Corea del nord avrà un futuro migliore se rinuncerà all’atomica”. Già ieri aveva trapelava un certo ottimismo in Corea del Sud.  Ora molto dipenderà dai colloqui che avrà domani con re Xi, come in passato Trump ha  chiamato il Presidente cinese. Ricevendolo nella Città proibita, Xi pare volergli dire che non è un re, semmai è un imperatore.

Cina, Corea del Nord, Stati Uniti
4 Luglio 2017

Corea del Nord provoca, le tre opzioni di Trump


La Corea del Nord annuncia di aver sperimentato con successo un missile balistico intercontinentale. Il lancio avvenuto stamani alle 930 ora locale.alla presenza di Kim jong un. Una provocazione contro il presidente statunitense Donald Trump proprio nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano l’indipendenza.
Che si tratti del più minaccioso missile mai lanciato da Pyongyang lo conferma anche un esperto statunitense, David Wright: “Se fosse stato lanciato con la corretta traiettoria, avrebbe percorso 6700 chilometri e raggiunto lo Stato americano dell’Alaska”.
La televisione nordcoreana spiega invece che per è stata scelta volutamente la traiettoria più verticale possibile, per non creare problemi agli Stati vicini – bontà sua. Il missile ha percorso 930 chilometri, raggiungendo un’altezza massima inusuale, di 2800 chilometri, per inabissarsi nelle acque del mar di Giappone.
La prima reazione di Trump affidata a un tweet: “Forse ora la Cina premerà con maggior vigore sulla Corea del Nord affinché ponga fine una volta per tutte a questa assurdità”. Pechino, che vede col fumo negli occhi la possibilità di conflitto alle porte di casa, per ora getta acqua sul fuco, invitando tutti alla calma. Coro di condanne da parte del Giappone e della Corea del Sud, i Paesi in prima linea. Il dossier Corea del Nord finità col monopolizzare i lavori del G-20 di Amburgo, in programma il 7 e l’8 luglio.
La Corea del nord ha intensificato il lancio di missili balistici, nonostante i ripetuti altolà del consiglio di sicurezza dell’Onu. Il test di oggi è l’undicesimo dall’inizio dell’anno. Finora però non aveva mai sperimentato un missile balistico in grado di colpire gli Stati Uniti. Per Trump la crisi internazionale più grave della sua presidenza. Negli ultimi giorni, è tornato a criticare Pechino ,che a suo dire non farebbe abbastanza. Ha ribadito che la pazienza è finita.
Le opzioni allo studio sono tre:
1) maggiore pressione sulla CIna, per spingerla a fare ciò che finora si è rifiutata, mettere con le spalle al muro l’alleato, strangolandolo economicamente.
2) una rappresaglia militare, da compiere rapidamente, già nelle prossime ore, per distruggere simbolicamente alcune infrastrutture militari.
3) un’operazione di grande ampiezza che riporti di parecchi anni indietro le lancette del programma nucleare e balistico nordcoreano. Opzione questa che vedrebbe il coinvolgimento di Corea del Sud e Giappone; produrrebbe un bilancio altissimo di vittime; rischierebbe di trascinare nel conflitto anche la Cina.

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